PRIMALATERRA: IL SENSO PER L’ATTESA DI SALVATORE MAGNONI


Sulle colline del basso Cilento, presso l’incantevole cittadina di Rutino (Sa), adagiata a poca distanza dal mare cristallino di Pioppi, Acciaroli e Castellabate, due sole stagioni scandiscono la vita delle 900 anime che qui risiedono: quella dell’olio e quella del vino, mentre tutto il resto dei giorni, si trasforma per questa gente in un silenzioso e sospeso “tempo dell’attesa”. In paese, ormai, nessuno ricorda quando tutto questo sia cominciato, ma sa benissimo da quanto tempo questa sorta di lento “letargo”, si sia trasformato in valore aggiunto per la loro comunità. 

Dai discorsi ascoltati in paese durante le grandi tavolate, emerge sempre la stessa data, quella dell’anno 2000, esattamente l’anno in cui Salvatore Magnoni ha fatto ritorno in paese con l’intenzione di ripensare e riorganizzare la sua vecchia vigna di famiglia, per poi creare qui, dove il senso dell’attesa è appunto inscritto nel DNA dei suoi abitanti, vini che dopo alcuni anni di botte, riflettessero tutta la straordinaria bellezza della natura circostante. 

Da quel momento, infatti, Salvatore Magnoni è divenuto un pilastro della viticultura espressa in questa terra, grazie sopratutto all’interpretazione che da al suo Aglianico “Primalaterra”, un vino in grado di raggiungere un’espressività tale, da riuscire a valorizzare al meglio tutte le potenzialità espresse da questo territorio. 


Salvatore Magnoni nella sua cantina di Rutino (Sa)
Salvatore Magnoni nella sua cantina di Rutino (Sa)

Con una permanenza di quasi due anni in botti di rovere ed una lavorazione naturale senza lieviti e ne solfiti aggiunti, il vino prodotto da Salvatore Magnoni, va persino oltre la stessa tecnica. A ben guardarlo, l’Aglianico “Primalaterra” è un concentrato di realismo, di luce, di passioni e di esperienze, unite certamente alle capacità espressive di un vigneto fortemente vocato, che confermano, ove ce ne fosse ancora bisogno, che quello sotto ai nostri occhi non rappresenta più l’archetipo del vino rustico, inaccessibile e difficile di un tempo (i cilentani che amano il buon vino sanno bene di cosa parlo… ), ma che lo stesso può raggiungere vette insospettabili di straordinaria eleganza, profondità e carattere.

A sorprende più di tutto è la complessa ricchezza del suo profilo olfattivo, cosi gioviale e solare anche quando incontra i toni leggermente acidi delle spezie e della terra bagnata. In bocca si trasforma in un campione di grandissimo equilibrio e la progressione di tutte le sue componenti gustative è sempre sostenuta dall’alcol (15%) e da una spiccata sapidità minerale, entrambi, attentamente adagiati su di un vellutato tannino.

Senza nessun dubbio, l’Aglianico di Magnoni è uno dei vini più generosi e complessi prodotti a ridosso del 41° parallelo, lo stesso, che attraversa per intero la storica terra d’elezione di questo antico vitigno.




Primalaterra

Cilento Aglianico Dop

scheda tecnica



VITIGNO  –  Aglianico 100%

VIGNA  –  Vigna del Ciglio, comune di Rutino, foglio 12 particelle 20 e 21

ESPOSIZIONE  –  Sud / sud ovest

TERRENO  –  Flisch cilentano argilloso calcareo di medio impasto

SISTEMA DI ALLEVAMENTO  –  Guyot

RESA UVA PER ETTARO  –  Non più di 65 quintali

SESTO E DENSITÀ DI IMPIATO  –  220 cm fra i filari, 80/90 cm nella fila per 5050 piante/ettaro

ANNO D’IMPIANTO  –  2003

RACCOLTA  –  Manuale

EPOCA VENDEMMIA  –  Fine settembre/inizio ottobre

FERMENTAZIONE   –  Spontanea in acciaio con pied de cuve

LIEVITI  –  No

MACERAZIONE  –  15/20 giorni

AFFINAMENTO  –  20 mesi in botti di rovere francese da 10hl e 4 mesi in bottiglia

FILTRAZIONE  –  Non filtrato

SOLFITI  –  no

TAPPO  –  Sughero naturale

BOTTIGLIA  –  Borgognotta 750 ml

BOTTIGLIE PRODOTTE OGNI ANNO  –  Circa 3000






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