NICCOLO’ AMMANITI: LA CITTA’ DI FOGGIA TRA CUCINA E LETTERATURA


La sera prima di conferirgli la Laurea Honoris Causa in Filologia, Letterature e Storie, l’Università di Foggia, assieme a tutta la città, coccola il suo neolaureato a tavola, tra gli sapori e i colori che alcuni anni fa lo ispirarono per il suo romanzo più famoso: “Io non ho paura“.

Lui è Niccolò Ammaniti, uno degli scrittori italiani più letti e tradotti all’estero (i suoi libri sono stati pubblicati in oltre 50 Paesi), ma anche, cosa che molti non sanno, un grandissimo appassionato di buona cucina. 

“Mi piace molto cucinare sughi “impegnativi”, con cotture lunghe quasi quanto il tempo di scrivere un racconto…”


I saluti del Magnifico Rettore dell’Università di Foggia prof. Maurizio Ricci a Niccolò Ammaniti. Al centro, lo chef Nicola Russo.



Alcuni momenti della serata

Succede tutto durante la cena di beneficenza organizzata presso il Ristorante Al Primo Piano di Foggia, nell’ambito del “Festival della ricerca”, curato dall’Università di Foggia, divenuto ormai un’importante contenitore di eventi culturali per questa città.

Durante la cena foggiana di ieri sera, Niccolò Ammaniti ha preso posto di fronte al Magnifico Rettore dell’Università di Foggia prof. Maurizio Ricci, quasi fosse li per discutere una tesi, il tutto, invece, si è consumato in una piacevole chiacchierata tra amici, parlando di cibo, di passioni e della tanto sospirata Laurea che lo scrittore Ammaniti non è mai riuscito a conseguire: «Per parecchi anni ho studiato Biologia all’Università di Roma. Faticosamente, esame dopo esame, avanzavo stancamente verso la laurea, ma quasi giunto alla meta ho abbandonato gli studi e ho cominciato a scrivere storie. Dopo, come un cane bastonato, evitavo di passare accanto ai muri della Sapienza, per arrivare nel quartiere San Lorenzo dovevo fare dei giri infiniti. Ho raccontato quegli anni nei miei libri, cercando di fare pace con la brutta sensazione di aver mollato a pochi metri dalla vetta. Oggi, venticinque anni dopo, l’Università di Foggia mi conferisce una laurea ad honorem in “Filologia, Letterature e Storia”. Sono onorato e commosso di riceverla e, come si dice, a volte nella vita, si chiude una porta e si spalanca un portone. Orgoglioso di essere tra di voi, quella del 17 gennaio sarà una bella giornata per me: nella speranza di meritare il vostro affetto e la vostra attenzione». 


Niccolò Ammaniti a tavola con il Magnifico Rettore dell’Università di Foggia prof. Maurizio Ricci

Se la cena voleva essere un battesimo con la foggianità, Niccolò Ammaniti non poteva capitare in mani migliori di quelle dello chef Nicola Russo e del suo sous-chef Gianluigi Toma, entrambi impegnati da tempo in quello stretto sentiero che va dalla creativa innovazione territoriale alla salvaguardia della tradizione “Terrazzana” della città. Infatti, per la cena di beneficenza di ieri sera, i due hanno sfoderato tutta la miseria e la nobiltà della città di Foggia, in un menu che ha entusiasmato lo stesso Ammaniti, tanto che alla fine ha salutato tutti esclamando: “Ho mangiato benissimo, grazie!!!

I piatti della serata sono stati presentati utilizzando i titoli dei romanzi scritti dallo stesso Ammaniti, ed il tutto, è stato abbinato ai vini di una famosa cantina della provincia di Foggia, quella di Alberto Longo di Lucera.


Lo chef Nicola Russo



Il menu della serata:

-°-

Che la festa cominci

Vellutata di favetta, Polipetti di scoglio e Cime di Rapa

°

Come Dio Comanda

Troccoli Aglio Olio Guanciale e bottarga di Tonno

°

Il momento è delicato

Baccalà, Pomodorino, Olive di Peranzana conciate in acqua di mare e Capperi

°

Io e Te

Pere al Nero di Troia e Amarene con Formaggio Erborinato





Il “Rosé della Quercia” di Alberto Longo

Vellutata di favetta bianca di Carpino con Polpetti di scoglio e Cime di rapa

Troccoli foggiani aglio e olio, con Guanciale di macelleria e Bottarga di tonno

Il “Cacc’e Mmitte di Lucera” di Alberto Longo


Baccalà Morro con pomodorini, capperi e olive di peranzana conciate in acqua di mare

Pere al Nero di Troia con Amarene e Formaggio Erborinato

I sapori del menu proposto del Ristorante Al Primo Piano, gli devono essere sembrati abbastanza familiari, visto che da queste parti, ha ideato uno dei suoi libri più famosi. Come lo stesso Niccolò Ammaniti ha raccontato più volte, la genesi di “Io non ho paura” è avvenuta nell’agro di Candela (Fg), a primavera inoltrata, all’interno di uno dei campi che segnano il confine tra Puglia, Campania e Basilicata. Quello stesso luogo, in cui poi è stato ambientato il film girato dal regista Gabriele Salvatores.


Alcuni libri di Nicolò Ammaniti

D’altro canto, basta dare un’occhiata a questa ricetta realizzata dallo stesso Niccolò Ammaniti, per rendersi conto di quanta “foggianità” possiede. Già solo per questa ricetta, merita la Laurea!!!




CASTELLANE CON SUGO DI CARDONCELLI SELVATICI

Ingredienti

320 g di pasta, tipo Castellane
200 gr di cardoncelli selvatici
1 limone
2 cucchiai di verdure per soffritto 
400 g di polpa di pomodoro a pezzettini 
20 g di ricotta dura da grattugiare
1 foglia di alloro
olio extravergine di oliva
sale e pepe

Preparazione

Preparate i cardoncelli selvatici. Puliteli eliminando le parti fibrose e, man mano che sono pronti, metteteli a bagno in acqua acidulata con succo di limone. Scolateli e tagliateli a piccoli pezzi. Adesso fateli cuocere in acqua bollente per circa 10 minuti.
Rosolate in una padella il soffritto con 4 cucchiai di olio, aggiungete la polpa di pomodoro, l’alloro, un pizzico di sale e uno di pepe e cuocete la salsa per 10 minuti.
Incorporate al sugo di pomodoro i cardoncelli sgocciolati, mescolate, coprite e proseguite la cottura per 10 minuti.
Portate a ebollizione abbondante acqua, salatela e cuocete la pasta. Scolatela al dente, trasferitela nella padella con il sugo e saltatela per qualche istante. Trasferite la pasta in una ciotola, spolverizzatela con la ricotta dura grattugiata e servite.


I Cardoncelli selvatici venduti al Mercato Rosati di Foggia




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