FOGGIA: 10 PAROLE DA “LIBANDO, VIAGGIARE MANGIANDO”


Così come accade ormai da 4 anni a Foggia, una volta tirato giù il sipario di “Libando, Viaggiare Mangiando”, l’importante appuntamento divenuto in breve tempo uno dei maggiori contenitori di cultura gastronomica dell’intera Puglia, si ha la netta sensazione che la città venga privata di una sua parte molto importante, e che il vuoto lasciato nei giorni successivi, metta tutti di fronte alla verità.


Il Duomo di Foggia mentre si smonta il villaggio gastronomico di “Libando, Viaggiare Mangiando”

Si tratta ovviamente di una verità fatta di parole come orgoglio, consapevolezza, identità, potenzialità, che in ogni nuova edizione di Libando, risultano sempre più chiare a chi abita in questa provincia pugliese. 

Anche per questa ragione, Libando per la città di Foggia non è soltanto un Festival che mette appetito, ma una seria base su cui riflettere, indagare, lavorare, su cui costruire il proprio futuro, magari, reinventandolo coraggiosamente proprio attraverso le parole che ogni volta lascia dietro di sé.

Con l’intenzione di non disperdere il senso di queste parole, ho provato a raccoglierne alcune per voi. Eccole:


Grano (il tema proposto quest’anno da Libando).

Quest’anno, grazie a Libando, si affronta per la prima volta un tema su cui questa città e la sua provincia, avrebbero dovuto cominciare a riflettere almeno 20 anni fa. Nonostante questo enorme ritardo, si scopre un territorio che mai prima d’oggi era apparso cosi attento alla qualità della sue produzioni e alla relativa trasformazione. Si scopre anche che questa provincia è al centro d’importanti progetti che riguardano la pastificazione. Infatti, sono esclusivamente foggiani i grani che compongono la pasta della linea “Dedicato” di Granoro, e quelli della linea “Daunia & Bio” prodotta con solo grano “Senatore Cappelli” dalla stessa cooperativa omonima. Inoltre, opera sempre in questa provincia una delle semolerie più apprezzate d’Italia, che da sola, rifornisce di materia prima oltre 200 pastifici di questa nazione. Parlo dei “Molini De Vita” di Casalnuovo Monterotaro (Fg).

Ormai, quelle frasi tipo: “La banale pianura del Tavoliere delle Puglie” oppure “Il nulla del Tavoliere”, rappresentano solo un lontano ricordo!


Un campo di grano del Tavoliere delle Puglie

La linea “Dedicato” di Granoro

La pasta Daunia&Bio di Grano Senatore Cappelli

Il Convegno “Dal grano alla pasta” presso il Museo Civico di Foggia

“Dal grano alla pasta”, Nicola De Vita dei “Molini De Vita” di Casalnuovo Monterotaro (Fg)

“La Valigia del Mietitore” di Raffaele Gustamacchia, “Dal grano alla pasta” mostra multimediale a cura di Gianfranco Piemontese

Orgoglio.

“Ricordavo una Foggia diversa… mi sono ritrovata in una città davvero diversa: bella, curata, pulita e soprattutto Viva. Sono Felice di aver partecipato a Libando!”.

Cristina Bowerman

(chef e presidente dell’associazione “Ambasciatori del Gusto”).


Libando sazia una città che dimostra di aver fame di eventi, di conoscenza, di cultura, ma anche più semplicemente, di riscoprire la propria città e la propria identità. In questo senso, il Festival ribadisce ancora una volta che il cibo di strada giova alla salute di questa città, la trasforma, le restituisce quell’orgoglio che a volte smarrisce sin troppo facilmente, rendendola addirittura più bella e più civile di quanto appaia nella realtà.


Foggia, Piazza Duomo

Libando, il Duomo di Foggia

Cristina Bowerman a Libando

Cristina Bowerman a Libando

Cristina Bowerman a Libando

Uno dei piatti presentati da Cristina Bowerman a Libando

(Da sx) Maria Pia Liquori, Ester Fracasso e Cristina Bowerman

Identità.

Chi parlava di piatti “Terrazzani” sino a qualche anno fa, veniva semplicemente scambiato per matto. Oggi, grazie anche al lavoro fatto in questi ultimi anni da Libando, le cose sono decisamente cambiate, e la nostra cucina tradizionale terrazzana, fatta di grandi spazi aperti e d’immensi cieli azzurri, attira l’attenzione di un pubblico sempre più numeroso ed attento che ne apprezza sopratutto la sua forte vocazione vegetariana. Non male per una cucina che sino a qualche anno fa, rischiava addirittura di essere inghiottita dall’oblio e che adesso, invece di scomparire per sempre, ha indossato addirittura una veste decisamente più contemporanea.  


L’Acquasala di Diana Pia Pignatelli (omaggio ad Angelo Sabatelli)

Diana Pia Pignatelli a Libando (Ristorante Le Caselle, Rignano Garganico Fg)

Il “Pancotto con foglie di Ombelico di Venere” dello chef  Nicola Russo del Ristorante “Al Primo Piano” di Foggia

Nicola Russo a Libando (Ristorante Al Primo Piano, Foggia)

La cottura della verdure durante il seminario ““La cucina del terrazzano”

“La cucina del terrazzano”, un particolare.

“La cucina del terrazzano”, uno dei tre Pancotti presentati da Annalisa Grana

Annalisa Grana (Cuoca freelance) e Pasquina Sacco, autrice del libro “Il pancotto garganico, il piatto della pazienza”

“La cucina del terrazzano”, l’attore foggiano Luigi Schiavone.

Potenzialità.

Ogni nuova edizione di Libando è per questa città una vera boccata d’ossigeno. Ha stupito, infatti, l’arrivo di diversi pullman organizzati durante la tre giorni del Festival foggiano, sopratutto quelli partiti da Salerno. Per una volta, non siamo noi che andiamo a “Luci d’Artista“, ma solo loro a venire da noi!

L’esatto contrario di quello che avviene durante tutto il resto dell’anno, quando queste potenzialità inespresse, parlo in questo caso di spazi ed architetture troppo spesso trascurate, anziché risvegliare l’orgoglio cittadino, finiscono addirittura per essere dimenticate dagli stessi cittadini. 


Il Duomo di Foggia

Il Teatro Giordano di Foggia

Consapevolezza.

La Foggia che si è svegliata il giorno dopo la kermesse di Libando, è una città felice, viva, consapevole dei propri mezzi e delle proprie risorse. Peccato poi dimenticarsene subito dopo.

Un mistero, questo, che il Festival non ha ancora risolto.


Convivialità.

Per una città che ha sempre etichettato la sua vera anima con due sole parole, quelle di “Pane e Pallone”, ritrovarsi a festeggiare il ritorno in serie B dopo diciannove anni nelle piazze di Libando, è stato davvero il massimo. Qui, va sicuramente sottolineato il grande sforzo organizzativo che ha retto benissimo al forte impatto numerico e festaiolo. “U Fogg è nu squadron” non solo quando è allo stadio, ma anche quando è in piazza!


I tifosi del Foggia a Libando

Un tifoso del Foggia

Un tifoso del Foggia a Libando

I Tifosi del Foggia a Libando

Cibo di strada.

In un contesto dove davvero non mancava nulla in fatto di cibo di strada, sia per nazioni che per regioni italiane, il sindaco di Foggia, Franco Landella, ha voluto comunque raccomandare il suo menu foggiano: “Panino con il Torcinello, la Bandiera (pasta con pomodoro, patate e rucola) e una bella fetta di Pane locale con Pomodoro”.

Il paradiso esiste e Franco lo sa benissimo!!!


Il Sindaco di Foggia, Franco Landella

Arrosticini abruzzesi

I Torcinelli foggiani dello Sherwood Chiosco di Foggia

Libando, il Panino al Lampredotto dei Fratelli Berti di Firenze

Il Panino al Lampredotto dei Fratelli Berti di Firenze

Foggia, “Libando, Viaggiare Mangiando”

Foggia, Piazza Mercato, “Libando, Viaggiare Mangiando”

La Pizza napoletana a Libretto

Libando, La Pizza napoletana a Libretto

Panini di Mare di Mario Ottaviano

Panini di Mare di Mario Ottaviano

Foggia, Libando, Viaggiare Mangiando

Panino con la salsiccia alla Braceria di Piazza Mercato

Foggia, Libando, la Braceria di Piazza Mercato

Libando, Piazza Mercato

I fritti Salentini

Libando, la Birra Ebers di Foggia

Libando, la zona retrostante il Comune di Foggia

Libando, il Food-Truck venezuelano

Foggia, “Libando, Viaggiare Mangiando”

Miseria e Nobiltà.

l’idea di Libando di mixare miseria e nobiltà, con cibo di strada e piatti gourmet, ha permesso a questo Festival di diventare un luogo d’incontro tra esperienze diverse, capaci di svelare durante ogni nuova edizione, un modo sempre nuovo d’interpretare il cibo popolare di questa città, attraverso elaborate preparazioni, rimaste prima d’allora nascoste persino ai suoi residenti, ai suoi maggiori interpreti. Su tutto, merita grande attenzione la cena delle “Mamme dei Vicoli“, che da due edizioni, rispolvera il meglio della cucina popolare foggiana, quella ancora autentica e ricca di stratificazioni orali che, vi assicuro, non è seconda a nessun’altra. 


I piccolissimi Gamberetti di Laguna utilizzati da Nazario Biscotti durante la sua masterclass

La “Borragine” di Peppe Zullo

Libando, la masterclass di Ginfranco Brescia di “Osteria della Dogana” di Foggia

Ginfranco Brescia, Mezze Maniche Granoro “Dedicato” con rucola e patate.

Libando, i bambini delle scuole elementari al seminario “Di che pasta sei?” 

Libando, i bambini delle scuole elementari al seminario “Di che pasta sei?”

Il maestro panificatore Pascal Barbato al seminario “Di che pasta sei?”

Lo chef Mario Falco che qui a Libando ha proposto dei piatti garganici

Libando, la pasta artigianale

Libando, Salsa di pomodoro

Libando, il Finocchio marino (Crithmum maritimum) utilizzato da Nazario Biscotti

Libando, la pizza fritta (pettole)

Libando, i cavatelli della linea “Dedicato” di Granoro

Libando, il gambero Rosa dell’Adriatico

Libando, “Le Mamme dei Vicoli”

Territorio.

Oltre a quello della grande pianura del Tavoliere, Libando mette in risalto altri due punti d’osservazione importanti, questo, per farsi un’idea del variegato universo di questa “strana” e complessa provincia, ovvero, l’aspra bellezza del Gargano e l’inaspettata meraviglia poetica dei Monti Dauni. Un viaggio che qui a Libando, è raccontato dalla straordinaria sensibilità di due grandi chef come Leonardo Vescera di Vieste e Peppe Zullo di Orsara di Puglia. 


Libando, lo chef Leonardo Vescera del ristorante “Il Capriccio” di Vieste

Libando, lo sgombro utilizzato da Leonardo Vescera durante la sua masterclass

Lo chef Peppe Zullo a Libando

Lo chef Peppe Zullo a Libando

Libando, lo chef Peppe Zullo durante la sua masterclass

Ristorazione.

Credo mai, prima di oggi, la ristorazione foggiana sia stata così ricca di proposte diverse. Di questo, se ne sono accorti anche i tanti giornalisti presenti a Libando che, durante i giorni del Festival, ne hanno approfittato per comprendere meglio il livello di qualità e di tecnica raggiunto dai nostri ristoratori. Vi confesso che in questa città non ho mai visto cosi tanti giornalisti del settore in un solo luogo, come è successo al Mena.restaurant di Nazario Biscotti ed Ettore Pacilli.

Evidentemente, grazie anche a Libando, questa città sta velocemente cambiando. Vi assicuro, che in molti se ne sono già accorti!


Lo chef Nazario Biscotti ai fornelli del Mena.restaurant in Via Arpi a Foggia

Foggia, Mena.restaurant, Torcinello di Gamberoni su Cime di Rapa di Nazario Biscotti

Foggia, Libando, Viaggiare mangiando

Il Festival di “Libando, Viaggiare Mangiando” è organizzato dal Comune di Foggia, Assessorato alla Cultura, in collaborazione con l’associazione Di terra di mare, l’impresa creativa Red Hot e Streetfood Italia. Vanta il patrocinio di Regione Puglia, PugliaPromozione, Symbola, Accademia Italiana Gastronomia Storica, Federturismo, Distretto Produttivo Puglia Creativa e Consolato di Puglia, Basilicata e Molise.







 

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