VICO EQUENSE: LA MERAVIGLIA ED IL VINO DELL’ABBAZIA DI CRAPOLLA

Dalle colline da cui si domina per intero la penisola sorrentina, in particolare da quella di San Salvatore di Vico Equense, si svela un ambiente ricco di suggestioni che, a tratti, quasi sconfina in quell’idea di sublime, raffigurata da quella estatica naturalezza, con cui si mostra davanti a nostri occhi il panorama che va da Capri sino alle isole di Ischia e di Procida, e poi verso il Vesuvio ed oltre.


Vico Equense, il panorama verso Marina di Seiano
San Salvatore di Vico Equense, il panorama verso Marina di Seiano

Il Vesuvio
San salvatore di Vico Equense, il panorama verso il Vesuvio

Da questo meraviglioso anfiteatro naturale, l’universo si mostra al contempo bucolico e misterioso, ritmato da un territorio formato da colline più o meno ripide e da piccoli boschi improvvisi ed intriganti. Da qui, talvolta, i pochi campi ancora coltivati, sembrano scomparire inghiottiti rapidamente da rupi e gole, per poi riemergere, correre e fendere, quelle porzioni di verde e di grigio che colorano la trama, mai banale, di questa porzione di Campania. Per fortuna, ancora oggi su queste colline, l’uomo e le sue opere entrano in scena in punta di piedi, quasi esitanti nel ritagliarsi uno spazio silenzioso e solitario.


San Salvatore di Vico Equense
San Salvatore di Vico Equense, Il pergolato dell’Abbazia di Crapolla

Da Vico Equense, inerpicandosi lungo una delle tante strade strette e tortuose che sembrano condurre tutte verso il cielo, non prima però di aver sfiorato con le proprie orecchie gli enormi muri in pietra e i piccoli orti coltivati esclusivamente a pomodoro e basilico, si raggiunge un luogo subito ammaliante e speciale, sulla sommità di un colle dove si scopre una monumentale struttura cinquecentesca – che da sola – dà nome, forma e sostanza all’azienda vinicola “Abbazia di Crapolla“. 


L'Abbazia di Crapolla presso San Salvatore di Vico Equense
L’Abbazia di Crapolla presso San Salvatore di Vico Equense

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L'esterno e alcuni spazi interni dell'Abbazia di Rapolla
San Salvatore di Vico Equense, un esterno e alcuni spazi interni dell’Abbazia di Crapolla

Qui, l’imprenditore Giuseppe Puttini e il medico Fulvio Alifano, letteralmente stregati da questo luogo, hanno dato vita nel 2007 alla loro meravigliosa cantina, affidandola sin da subito nelle mani di Luigi Moio, che in quel momento ha posto le basi per un assetto produttivo altamente qualitativo, per poi consegnarne le sorti, ad un suo fidatissimo allievo, Arturo Erbaggio

In realtà, a spingere i due soci in questa nuova avventura, fu essenzialmente la passione per il vino e la loro voglia di valorizzare un territorio ancora oggi in possesso di un ricco patrimonio storico culturale, dove i loro vigneti, rappresenteranno ancora per molto tempo, l’elemento di continuità con quel passato, che qui ha visto produrre grandi vini come documentato da importanti testimonianze storiche.


Abbazia di Crapara, i vigneti
Abbazia di Crapolla, i vigneti

All’inizio, dando ascolto ai consigli di Luigi Moio, sul pianoro retrostante l’Abbazia, furono conservate le vecchie viti di Merlot e di Sabato (un antico vitigno autoctono), ed impiantati su diversi livelli i nuovi vigneti di Falanghina, Fiano e Pinot Nero.

Una scelta sicuramente inusuale quest’ultima ma ben precisa, difatti, piantare su quella collina del Pinot Nero, oltre ad assecondare la sincera passione per i grandi rossi di Borgogna espressa dalla proprietà, significava procurarsi una certa originalità su cui lavorare, sopratutto in un’areale cosi lontano dai più famosi circuiti viticoli campani. A mio avviso, vista alla luce dei risultati ottenuti in questi ultimi anni, fu quella una giusta e saggia decisione.

Considerando la relativa vicinanza con il vulcano che domina Napoli, la trama di questi suoli è ricca di pomici, sabbia e lapilli, ma la concentrazione di questi elementi nel terreno è tutt’altro che omogenea. Le vigne sono quasi sempre circondate da alberi di quercia o di frutta, i quali, uniti alla particolare morfologia del territorio, contribuiscono alla formazione di un microclima segnato da una costante escursione termica, anche nelle annate più calde; una condizione davvero ottimale per l’attento enologo Arturo Erbaggio, in quanto questa particolarità agevola l’estrazione aromatica delle varietà allevate.

Sono proprio queste qualità pedoclimatiche che permettono, non solo di portare a termine le maturazioni di queste uve in un equilibrio biologico davvero da manuale ma anche di mostrare nel bicchiere una spiccata personalità.   


Giuseppe Cutini nella cantina dell'Abbazia
Giuseppe Puttini nella cantina dell’Abbazia

I suggestivi spazi della cantina dell’Abbazia di Crapolla (come del resto alcune altre parti della storica struttura cinquecentesca), oggetto di interminabili lavori di restauro supervisionati dalla Soprintendenza per i beni architettonici, sono oggi ricavati dai magazzini, dalle stalle e dalle antiche cisterne utilizzate dai monaci benedettini per stoccare l’acqua piovana. 


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Due particolari della cantina di Abbazia di caprolla
Abbazia di Crapolla, alcuni particolari della cantina

Sicuramente, l’etichetta che meglio rappresenta questa azienda è quella del “Sireo”, un vino bianco ottenuto da un blend che si presenta perfettamente calibrato con il suo 70% di Falanghina e il 30% di Fiano.

Effettivamente questo vino ha qualcosa di mistico, di soprannaturale; bevuto sotto il pergolato ai piedi dell’Abbazia, il tempo sembra davvero smarrirsi ad ogni sorso, sopratutto quando si incontrano gli stessi profumi offerti della natura circostante, agrumi e frutti bianchi in particolare, compresa, ovviamente, la sapidità del mare e la mineralità del suolo vulcanico. Finanche i raggi del sole, poi, sembrano essere stati catturati dalla sua spiccata lucentezza.

Senza nessun dubbio, il Sireo è un vino straordinario, che meglio non potrebbe catturare e replicare l’anima e l’essenza di questo incantevole paesaggio.

Bevuto in penisola sorrentina, si abbina a tutto, qui, si rivela sempre il miglior vino possibile. Peccato invece, che se ne producano appena 3000 bottiglie. 


Il Sireo 2015 di Abbazia di Crapolla
Il Sireo 2014 di Abbazia di Crapolla

Attenzione e cura per i particolari sono le direttrici di una produzione, quella espressa dall’Abbazia di Crapolla, che in questi ultimi anni ha messo in luce potenzialità inaspettate per questo meraviglioso angolo di Campania, andando poi anche oltre nell’esprimere un’importante esempio per altri produttori della zona. Complimenti!


P.S. Vi svelo un segreto: se vi trovate a Vico Equense, fermatevi pure a “La Tradizione”, la storica e fornitissima gastronomia della Famiglia De Gennaro. Qui, Salvatore De Gennaro, ne conserva sempre alcune bottiglie in frigo (vi raccomando, però, io non vi ho detto nulla!!!).


Vico Equense "La Tradizione"
Vico Equense “La Tradizione”

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